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Affinché le persone superstiti siano in grado di gestire le conseguenze finanziarie di un decesso, le persone coniugate, le persone in unione domestica registrata e le persone conviventi beneficiarie hanno diritto a una rendita per partner. Inoltre, le figlie e i figli hanno diritto a una rendita per orfani fino al 25° anno d’età, purché siano ancora in formazione. Ora anche per le persone già pensionate se muoiono entro 5 anni dal pensionamento sussiste un diritto a un capitale (link alle informazioni sulla protezione del capitale).
A seconda del piano di previdenza, è possibile inoltre assicurare un’altra somma in caso di decesso. Anche i riscatti volontari sono considerati di norma come capitale supplementare in caso di decesso. Volete sapere se avete a disposizione capitali supplementari assicurati in caso di decesso? Sul vostro certificato di previdenza gli importi corrispondenti sono riportati alle voci «Somma in caso di decesso» e «Capitale supplementare in caso di decesso».
Informazioni importanti
Nella previdenza professionale, le partner e i partner non sono automaticamente previsti come persone beneficiarie. Affinché possano beneficiare delle prestazioni per superstiti, la persona assicurata deve registrarli mentre è ancora in vita mediante una dichiarazione beneficiaria. Soprattutto alle persone conviventi e a tutte quelle che dispongono di una somma assicurata in caso di decesso o di un capitale supplementare in caso di decesso raccomandiamo di riflettere sull’opportunità di compilare una dichiarazione beneficiaria.
Cosa devo osservare?
La dichiarazione beneficiaria stabilisce chi riceve i capitali in caso di decesso e in quale misura. Per maggiore flessibilità, è anche possibile assegnare il capitale in caso di decesso a determinate categorie di persone indipendentemente da una relazione di coppia esistente. L’ordine di priorità è il seguente:
- Gruppo a: la coniuge/il coniuge o la partner o il partner registrato
- Gruppo b: la partner o il partner convivente (solo con dichiarazione beneficiaria)
- Gruppo c: la persona che deve provvedere al sostentamento di uno o più figli comuni (solo con dichiarazione beneficiaria)
- Gruppo d: le persone fisiche al cui sostentamento la persona defunta ha provveduto in modo considerevole (solo con dichiarazione beneficiaria)
- Gruppo e: le figlie e i figli ai sensi dell’art. 252 CC
- Gruppo f: i genitori
- Gruppo g: i fratelli e le sorelle
- Gruppo h: gli altri eredi legittimi (nella misura della metà del capitale in caso di decesso)
In questo contesto, con una dichiarazione beneficiaria è possibile abbinare o posporre il gruppo ad altri gruppi e il capitale in caso di decesso può essere ripartito in quote all’interno di un gruppo a propria discrezione.
E perché dovrebbe interessarmi?
Per le persone conviventi vale in ogni caso la pena riflettere sull’opportunità di compilare una dichiarazione beneficiaria. Ora non è più necessario avere un domicilio comune: basta che al momento del decesso la convivenza sia durata almeno 5 anni. La nuova regolamentazione porta importanti cambiamenti anche per le persone coniugate e in unione domestica registrata. Il capitale in caso di decesso spetta ora automaticamente ed esclusivamente alla coniuge/al coniuge o alla partner/al partner registrato e non deve più essere suddivisa con figlie e figli aventi diritto a una rendita per orfani. Per quanto riguarda il capitale in caso di decesso, tutte le figlie e tutti i figli – indipendentemente dall’età – sono ora automaticamente equiparati.
Quando dovrei compilare una (nuova) dichiarazione beneficiaria?
Una dichiarazione beneficiaria è opportuna quando desiderate deviare dalla nuova norma, ossia non intendete beneficiare soltanto una coniuge o un coniuge eventuale. Se, per esempio, desiderate che il capitale in caso di decesso vada alla coniuge o al coniuge e alle figlie o ai figli, è necessaria una dichiarazione beneficiaria. Una dichiarazione beneficiaria serve anche se convivete da almeno 5 anni con una persona e desiderate che questa persona riceva il vostro capitale in caso di decesso. Gli esempi menzionati non sono esaustivi. La nuova regolamentazione dell’Asga consente di tenere in debito conto strutture familiari e relazionali anche più complesse.
Cogliete quindi l’occasione per decidere direttamente le quote di ripartizione con una dichiarazione beneficiaria. Vi consigliamo di verificare la vostra situazione personale, anche se siete sposati, vivete in unione domestica registrata o avete già inoltrato una dichiarazione beneficiaria.
Comunicateci come desiderate strutturare la vostra clausola beneficiaria. Di seguito abbiamo messo insieme per voi informazioni più dettagliate.
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